lunedì

Restauro: Ronson dublin sandblasted

Più di un anno fa un mio carissimo amico, rovistando tra le cianfrusaglie da buttare stipate in soffitta, si è ritrovato per le mani una vecchia Ronson sabbiata, una simpatica dublin.
La pipa, messa abbastanza maluccio, con molte probabilità doveva essere appartenuta a suo nonno ed era finita nel più totale dimenticatoio tra polvere, umidità e scatoloni.
Alla fine il mio collega, da buon antifumatore convinto, ha deciso di prendere questa radica e di metterla direttamente nelle mie mani: ha scelto di donarmela perché in fin dei conti "una pipa che non fuma non è una pipa".

Eder: broken shank

"Tutto ciò che non è perfetto
fino al più piccolo dettaglio,
è destinato a perire."

Gustav Mahler
I dettagli.
Si, sono proprio loro che mi spingono sempre e comunque ad ammirare con stupore i lavori di Eder Mathias.
Di lui ho già parlato in un precedente articolo (Il talento assoluto di Eder Mathias) e per qualcuno, forse, potrebbe sembrare banale tornare a battere su questo tasto... Ma per me non è affatto così.
I talenti, quelli veri, vanno apprezzati e rimarcati continuamente, soprattutto quando sono pronti a stupirci creazione dopo creazione.
Ed è proprio quello che è successo pochi giorni fa con l'ultimo aggiornamento sullo store di "Al Pascià", con una nuova radica di Eder messa li in bella mostra e pronta a lasciarmi di stucco per l'ennesima volta. Il motivo di tanto stupore, almeno a questo giro, non è tanto nello shape messo in cantiere (che agli occhi meno attenti potrebbe erroneamente apparire scontato o di facile realizzazione) ma proprio in un dettaglio.

"Le Baron": economica rivelazione?

Proprio in questi giorni sono stato contattato via mail da un amico fumatore.
Il suo obiettivo era quello di mettermi a conoscenza di un trinciato per pipa che circola in Italia da almeno un anno e che, tutto sommato, sembra esser passato alquanto inosservato (anche al sottoscritto).
Il tabacco in questione è il "Le Baron", prodotto dalla Grand River Enterprises Deutschland (distaccamento tedesco della multinazionale canadese) basandosi su una ricetta, a quanto pare, spiccatamente di stampo francese. Sulla confezione, rossa, fa bella mostra di se la suggestiva sagoma frontale di un triplano (e il rimando al celeberrimo Barone Rosso a questo punto ci sembra cosa ovvia).

Gigliucci: "False Sandblast", true rhodesian


Sembrerebbe proprio un particolare periodo per la pipa quello che stiamo respirando da qualche anno qui in Italia: da una parte abbiamo una folta (forse troppo) schiera di possibili talenti pronti a muovere i primi passi in questo settore, dall'altra invece possiamo trovare (pochi) pipemakers che son stati capaci di dare la giusta affermazione ai loro lavori.
Tra tutti i giovani e talentuosi artigiani italiani c'è n'è uno in particolare che ha saputo studiare e sviluppare un design originale ed immediatamente distinguibile.
Mi sto riferendo all'ormai più che affermato Andrea Gigliucci.
Andrea è un pipemaker nato a Follonica, classe 1968. A seguito di uno studentato presso l'Accademia Delle Belle Arti di Bologna apre nel 1999 un suo laboratorio di restauro intraprendendo un percorso lavorativo da ebanista.
La passione per il fumo lento lo porta, sette anni dopo, a realizzare la sua primissima pipa.
È nel 2011 che inizia a collaborare a piene mani con il progetto "Foundation" di Giorgio e Massimo Musicò e, allo stesso tempo, a sviluppare e fortificare il proprio e personale marchio.
Durante i primi mesi del 2015 ho avuto la fortuna di stringere rapporti con Mr. Gigliucci attraverso scambi di mail e gradevolissime telefonate.

Acquisti fumosi di giugno

Questo mese di giugno si è rivelato non eccessivamente ricco dal punto di vista tabagifero... Allo stesso tempo, però, ho avuto la fortuna di reinserire in "cantina" qualche prodotto a me caro e assolutamente irreperibile sullo stivale.
La complicità di un viaggio in Spagna da parte di mio fratello mi ha permesso di mettere le mani su tre buste del mio amatissimo "Stanislaw Balkan Latakia" e su un paio di "St. Bruno" per poter così rafforzare le scorte personali.
Due tabacchi tendenzialmente economici ma, a mio avviso, di gran pregio... Se solamente ce ne fossero le possibilità li innalzerei tranquillamente a tuttogiorno, ma sappiamo però che le cose non possono andare in questa direzione quindi per via della loro irreperibilità continueranno ad essere delle chicche da fumare in particolari occasioni.
Accanto ad essi sono arrivate anche un paio di confezioni di "Timm London Blend 1000", la mixture che consumo maggiormente. Si, nonostante in estate le english mixtures non rappresentino il centro focale delle mie fumate ho comunque preferito ricominciare a fare scorta per l'autunno.
A completare l'opera due buste di "Allegro (gusto pieno)" da consumare in spensieratezza nelle ore più bollenti della giornata.
E anche per questo mese è fatta.
PS: facendo "clic" sui nomi dei tabacchi è possibile accedere alle loro relative recensioni.

Il fumo dell’estate


Non sono mai riuscito a comprendere pienamente i motivi che mi spingono ad accantonare le mie amate english mixtures durante il periodo estivo.
Sembrerà assurdo ma ogni anno, con estrema puntualità, la storia si ripete: lentamente la calda stagione porta con se il mio distacco (temporaneo) da tutti quei tabacchi che fanno del Latakia il loro fiore all'occhiello.
Un allontanamento indolore questo, totalmente privo di forzature.
È come se il mio palato avvertisse l'inconsapevole esigenza di mettere da parte l'oro nero in favore di qualcosa di più antico, di più schietto, umile e rurale.

"Nichel Spigot": il passo falso di casa Peterson

Adoro Peterson. Questo ormai è un discorso risaputo e più che assodato.
Ho sempre amato i loro shapes e, tra alti e bassi, la maggior parte delle loro serie: porto da tempo con me la convinzione che abbiano dalla loro il vantaggio di offrire pipe ben realizzate a prezzi mai eccessivi.
Questo è sicuramente un grande pregio per chi si avvicina per la prima volta alla pipa... E anche per chi, come me, torna volentieri a spendere per il marchio di Dublino.
Tra le manovre commerciali firmate da Peterson in questo 2015 però ce n'è una che mi ha spiazzato più del dovuto, mi sto riferendo all'arrivo a catalogo delle nuove "Nichel Spigot", le quali vanno ad affiancarsi alle più note spigot classiche.
Novità interessantissima. Si, qualcuno potrebbe giustamente pensarlo.
Dal mio punto di vista, però, le cose non stanno proprio così.

Dunhill “Cumberland 1103” & Al Pascià “pipe bag”


Si, è effettivamente ciò che cercavo da tempo.
È dallo scorso anno che pensavo di portarmi a casa una buona pipa capace di racchiudere in se praticità e leggerezza senza perder d'occhio la giusta dose di classicità.
È vero, di pipe "pratiche" e "comode" ne posseggo più di una, non ci sono dubbi... Ma in questa circostanza era mia intenzione stringere tra le mani una di quelle radiche in grado di restare impressa nella memoria.
Date le premesse l'acquisto di una Dunhill "Cumberland" è stata una mossa più che azzeccata.
Ci ho rimuginato su per più di qualche mese ed alla fine la mia decisione è ricaduta su una billiard: semplice, pulita, senza fronzoli. Un indiscutibile classico senza tempo.
Per la precisione ho deciso di portarmi a casa una "1103" datata 2013. L'acquisto, come mia abitudine, è stato fatto sulla bottega virtuale di "Al Pascià" la quale, oltre ad essere un'assoluta garanzia, è uno dei rari stores italiani (se non l'unico) a concedere una vasta e costante scelta di white spot Gr1.